Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha fatto il punto sulla situazione del calcio italiano al termine del consiglio federale. Ecco le sue parole in mixed zone, raccolte dall'inviato di Tuttomercatoweb: "Per il momento si gioca dappertutto, tranne in quelle realtà dove c'è una ordinanza del ministro della saluta in concerto coi presidenti di queste regioni dove ci sono criticità. Quando uscirà una disposizione diversa, si potrebbe ipotizzare di giocare a porte chiuse". 

Juventus-Inter al momento è a porte chiuse:
"Al momento dovrebbe essere chiuse ma dobbiamo aspettare le disposizioni, dovremmo averle attraverso un DPCM". 

Quanto siete preoccupati dalla situazione?
"Siamo preoccupati come tutti gli italiano, il nostro mondo gestisce un milione e duecentomila tesserati, non possiamo essere d'intralcio alle preoccupazioni del governo". 

Pensando agli Europei c'è un pensiero preoccupato?
"Noi dobbiamo navigare a vista, sapendo che ci sono autorità perfettamente a conoscenza dello stato dell'arte. Siamo sereni, non dobbiamo creare allarmismi o peggiorare la situazione".

Da uomo di calcio: c'è molta differenza tra una partita di calcio e una corsa in metropolitana?
Non c'è bisogno di aspettare un virus per capire la differenza. Una partita di calcio ha spettatori, consumatori. Un evento sportivo senza pubblico è chiaramente monco. Pericolo? Non mi sembra che ci siano, il nostro è un paese molto responsabile". 

C'è un piano B oltre le porte chiuse?
"Vogliamo essere realisti, tutto quello che pensiamo sono ipotesi non fondate, non avrebbe senso andare oltre. La situazione è critica e richiedere un aiuto da parte di tutti".

Sezione: Altre notizie / Data: Lun 24 Febbraio 2020 alle 17:35
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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