A margine dell'evento Social Football Summit in corso a Roma, il coordinatore delle aree tecniche di Bologna e Montreal Impact Walter Sabatini ha parlato ai cronisti presenti. Queste le sue parole, raccolte da TUTTOmercatoWEB.com:

Perché a Frosinone lo stadio è stato fatto in tempi rapidi, mentre a Roma ci sono più criticità?
"L'ammininistrazione è più piccola, mi sembra molto più facile. Ma io mi chiedo perché non ci sia coesione tra sport e politica. A Roma c'è una volontà popolare enorme. Non che con lo stadio tutti i problemi del calcio verranno risolti, ma sicuramente saranno migliorati".

E la situazione a Bologna?
"Abbiamo uno stadio bellissimo, siamo soddisfatti. Abbiamo un'area ospitalità magnifica, uno stadio confortevole. C'è un progetto per renderlo fruibile a tutti, ma Bologna è un'altra cosa".

Mihajlovic sarà in panchina domenica?
"Non vedo l'ora di prendere il treno per Bologna per poterlo andare ad abbracciare, ammesso che me lo consentano i medici. Oggi credo che starà in campo con la squadra, farà il possibile per farlo. Questo è un segnale eccezionale rispetto alla sua possibile, anzi probabile guarigione, come tutti ci aspettiamo. Il nostro problema non è non avere l'allenatore, ma è non aver Sinisa con noi, nella vita di tutti i giorni. Ma presto sarà così".

A che punto siete con Ibrahimovic?
"Nessuna squadra può essere a posto in attacco a tal punto da scegliere di non prenderlo. Quello di Ibrahimovic, come ho sempre detto, è un rapporto interpersonale con Mihajlovic. La società non ha fatto nulla, si è messa alla finestra e farà se dovrà fare. È un rapporto esclusivo tra due esseri umani. Ibra ha detto al mister che prenderà tempo prima di decidere, anche se continuare o no, a parte venire a Bologna, entro dicembre. Vedremo che succederà".

Cosa non ha funzionato con Suning?
"Non ho funzionato io. Suning è stato perfetto e io ho fatto degli errori. Non ho avuto pazienza, volevo costruire fin da subito un'Inter da Scudetto, loro invece volevano capire meglio il calcio italiano, e avevano ragione loro. Poi c'è stata una complicazione con il Jiangsu in Cina, dove io ero il responsabile. Abbiamo avuto qualche piccola défaillance e i cinesi si sono inquietati. Loro però sono stati perfetti con me, io invece con loro no, se tornassi indietro non rifarei questi errori. Sono molto dispiaciuto".

Perché al Montreal avete puntato su Henry?
"Ci ha convinti il suo carisma, sia calcistico che umano. È un trilingue, parla ancora l'italiano data la sua esperienza juventina. Ci serviva in quell'area geografica un allenatore che parlasse correttamente francese e inglese. Mi son sorpreso quando l'ho sentito parlare italiano, ne ha un ricordo chiaro nonostante sia stato un solo anno alla Juventus. Abbiamo puntato sul suo carisma e sulla voglia di portare avanti un progetto giovane, e credo che ci riusciremo. Spero ci venga a trovare a Bologna prima di Natale, insieme al direttore sportivo Renard".

L'importanza dell'innovazione nel calcio?
"È la stessa che ha avuto l'innovazione nella medicina, nella scienza e nelle arti. Ne dobbiamo prendere atto. Prenderò atto che esiste un altro modo di comunicare, e mi circonderò di gente che lo sa fare".

Sezione: Bologna / Data: Gio 21 Novembre 2019 alle 14:00
Autore: Luca Chiarini
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