Arturo Calabresi, difensore del Bologna prestato all'Amiens, ricorda l'esperienza in rossoblù al Corriere dello Sport: "Arrivo a Bologna la scorsa estate, debuttante in Serie A. Con Inzaghi gioco, e devo dirti: pure bene, insomma, sono soddisfatto. Poi arriva Mihajlovic e fa le sue scelte. Le accetto. E non gioco più. Peccato. C’è stato un momento in cui ho pensato: io a Bologna ci sto dieci anni, capiscimi, ci stavo da dio. Invece il calcio è un mondo che gira in fretta. Io ci ho provato fino all’ultimo. Credo anche di aver disputato un discreto Europeo con l'Under 21, ho fatto la mia parte, ma non è servito a meritarmi la conferma. Devo dire che gli uomini dello staff di Mihajlovic in questo senso sono stati molto chiari fin da subito: non rientravo nei loro piani. Per me è stato un dispiacere, non lo nego, ma va così. Credo che anche per i dirigenti non sia stato semplice darmi in prestito. Di recente è stato qui Di Vaio, mi segue, ha visto proprio la partita in cui ho segnato, contro il Nimes. So che c’è una porta aperta per una riacquisizione futura con il controriscatto, ma non sto lì a pensarci su. Sto vivendo una bellissima esperienza, ho fatto questa scelta per allargare il mio orizzonte, sia come uomo che come calciatore. Devo pensare solo a quello che sto facendo, poi magari finirò a Bologna o altrove, ma non c’è rancore verso nessuno e men che meno rimpianti. Qui sono felice. Conta il campo, e qui gioco".

Sezione: Bologna / Data: Sab 16 Novembre 2019 alle 16:30
Autore: Sebastian Donzella
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