Durante la conferenza stampa andata in scena questa mattina, i medici dell'ospedale San'Orsola che hanno seguito e seguiranno Sinisa Mihajlovic durante il ciclo di cure sono intervenuti per spiegare la condizione iniziale di Mihajovic e il proseguimento delle terapie. Il primo a intervenire è stato il Dott. Michele Cavo dell'Istituto di Ematologia Seragnoli che ha spiegato: "L'approccio è stato classico, fatto di farmaci chemioterapici in due cicli. Il primo ciclo è durato più di 30 giorni, il secondo è stato più breve. In tutto 43 giorni perché noi utilizziamo farmaci efficaci ma 'stupidi', che non riconoscono cosa è buono e cosa è cattivo. Questo vuol dire che per uccidere tutte le cellule tumorali abbiamo dovuto uccidere le cellule residue e così il midollo osseo era sospeso dalle sue funzioni. È una storia comune ad altri pazienti. Il risultato dopo il primo ciclo è stato molto positivo: l'obiettivo era di far sparire le cellule tumorali e stabilizzare il midollo osseo. Nel secondo ciclo abbiamo ripetuto la stessa storia ma più breve. Siamo partiti subito con la ricerca del donatore più compatibile, prima nell'ambito dei familiari e poi allargando il raggio d'azione nei registri dove poi l'abbiamo trovato. Esattamente un mese fa abbiamo effettuato il trapianto, necessario per consolidare la situazione. Sinisa mi ha detto di voler chiudere oggi un cerchio aperto quattro mesi fa e dal suo punto di vista è legittimo; dal nostro però quel cerchio non è ancora chiuso. Dalla stampa ho colto un affetto trasversale che sicuramente gli ha dato forza, ha sempre visto le cose in positivo ma a dispetto di un carattere robusto e vigoroso si è sempre fidato di noi".

Successivamente, ha preso la parola la Dott.ssa Francesca Bonifazi che ha proseguito: "Per fare un trapianto occorre un donatore. La donazione ha tre caratteristiche: è volontaria, gratuita, anonima. Il trapianto non è un intervento chirurgico, ci tengo a sottolinearlo. Oggi possiamo dire che le cellule hanno attecchito ed è stato un passo fondamentale; inoltre ad oggi non ci sono complicanze cliniche. Il decorso post trapianto è stato regolare. Ma occorre cautela: i primi 100 giorni sono molto delicati, il sistema immunitario è ancora molto fragile. Il ritorno alla vita normale di Sinisa avverrà gradualmente, valuteremo di volta in volta se ci sarà la possibilità di essere presente".

Sezione: Bologna / Data: Ven 29 Novembre 2019 alle 12:12
Autore: Micol Malaguti
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