Intervenuto durante il Festival dello Sport a Trento, Gianluigi Buffon è tornato a parlare del suo esordio in A con la maglia crociata: "In un Parma-Milan, eravamo in testa entrambi e l’idea di buttare dentro un portiere di appena diciassette anni, pensandoci, era stata quantomeno azzardata. In realtà dopo la comunicazione, dormivo serenamente. Certo non potevo sentire un certo tipo di agitazione, ma finché avrei dovuto io gestire le cose per me non era un problema. Casomai avrei dovuto convincere gli altri. Poi finì 0-0. Ancelotti? E’ stato l’allenatore al quale devo di più, se Scala ebbe l’idea pazza di farmi esordire, Carlo la fece anche più grossa: scalzai Bucci, amico e portiere della Nazionale, e dopo cinque o sei gare diventai il titolare di quella squadra. Un fardello sulle spalle, ma lì iniziò davvero la mia carriera. Il preparatore dei portieri, William Vecchi, disse: ‘mi raccomando non essere ottimista, perché saresti un perdente. Sono sicuro che non ci tradirai’. Io un po’ scanzonato? Era un modo per difendermi dal mondo dei grandi, dalle grandissime responsabilità. Capivo che per farmi accettare dovevo sempre andare fuori di giri, verso quel pizzico di follia e presunzione necessaria perché mi includessero con più facilità. Quando poi passano tanti anni, leggi alcune dichiarazioni e non ricordi com’eri. Vedo certe interviste datate e penso che evidentemente dovevo essere proprio un fuoriclasse (ride, ndr)".

Sezione: Parma / Data: Dom 13 Ottobre 2019 alle 19:15
Autore: Vito Aulenti / Twitter: @vitoaul
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