Lunga intervista ai microfoni di ParmaLive.com per Hernani. Il centrocampista del Parma, in autoisolamento come il resto dei compagni, racconta come sta vivendo questi giorni surreali: "Sto bene, molto bene. Mi alleno tutto il giorno a casa e penso che quando tornerà la Serie A starò bene per giocare ed allenarmi con la squadra. Spero di poter finire questo campionato. Mai mi era capitata una situazione del genere in tutta la mia vita ma il Parma mi aiuta tanto, mi dà tanto supporto col materiale d’allenamento e con qualsiasi cosa di cui abbiamo bisogno. Speriamo che tutto passi presto". 

Come passi le tue giornate? Come vinci la noia?
"Il giorno trascorre bene, adesso c'è il tempo per parlare con tanti amici, con la mia famiglia, con mia madre e con mio padre. Guardo tante serie tv, trascorro così le mie giornate".

Come prosegue con gli allenamenti? Ti abbiamo visto attivo qualche giorno fa su Instagram… Descrivici la tua giornata dal punto di vista “fisico".
"Adesso mi alleno: mattina e pomeriggio faccio diversi esercizi. E’ chiaro che non è lo stesso allenamento che facciamo con il club ma è comunque importante per farmi trovare bene quando tornerà la Serie A. E recuperare il più possibile la forma fisica. Per adesso mi alleno bene durante la giornata, così ci siamo. Con questa situazione non è facile ma sto bene fisicamente".

Il concetto #restateacasa come lo hanno spiegato al Parma: manda un messaggio ai tifosi.
"Restare a casa è la cosa più importante adesso. È fondamentale restare a casa in questo periodo. Dobbiamo fare ciò che le istituzioni ci dicono, rispettare queste regole che vengono date a noi cittadini. Possiamo uscire da questa situazione per tornare a vivere normalmente come sempre".

In questi giorni di isolamento, in che modo sei in contatto con i tuoi compagni e il mister?Fate delle riunioni, vi chiamate? Cosa emerge dalla chat di gruppo?
"Tutti i giorni parliamo di questa situazione tra noi calciatori, soprattutto su WhatsApp. Parlo spesso con il dottore e lui sempre chiama per rassicurarsi delle nostre condizioni. Stessa cosa il Team Manager, ci chiama molto spesso per sapere se abbiamo bisogno di qualcosa. E’ un isolamento difficile ma il Parma ci ha dato tutto il supporto per farci stare nel miglior modo possibile".

FIFA o PES? Chi è il più forte nel "gaming" in squadra?
"Io gioco ma non sono forte (ride). Non sono forte a FIFA, gioco con altri giochi. Penso che il calciatore più forte della squadra sia Alberto Grassi, ma anche Kulusevski e Karamoh hanno talento. In ritiro ho notato che loro tre sanno giocare bene con FIFA".

Serie tv o film? Dacci qualche consiglio.
"Mi piacciono molto le serie tv scientifiche ma in generale guardo anche altro".  

Come altri colleghi, anche tu hai avuto la tentazione di tornare in patria all'inizio dell’emergenza?
"Nel mio caso in Brasile, per esempio, il Coronavirus è arrivato adesso e non si può uscire e fare nulla. E se avessimo ripreso a giocare il campionato, come avrei fatto? Questa era la cosa più complicata. Abbiamo parlato anche di questa possibilità ma abbiamo deciso che è meglio restare qui, aspettare che tutto passi, vedere cosa succede e valutare tutto quanto successivamente. Tutto il mondo si sta trovando in questa situazione quindi adesso è importante restare a casa e tornare ad essere felici".

Parma è una delle città più colpite d’Italia, voi vi siete subito schierati al fianco dell’Ospedale con grandi donazioni:
"La società è sempre attenta e disponibile per queste cause, è sempre attenta alle esigenze di tutti. Questo è un grande gesto seguito poi da tante altre persone".

Come e quando pensi potrà riprendere il campionato? Immagino sia l'argomento più discusso con i compagni…
"Penso che sia una situazione difficile, non sappiamo quando si potrà tornare. Vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane e speriamo di poter tornare ad allenarci tutti insieme. Adesso la cosa più importante è la salute e restare a casa per sconfiggere il prima possibile questo virus".

Che notizie ti arrivano dal Brasile sull'emergenza sanitaria?
"Il Coronavirus è arrivato adesso anche in Brasile, dovranno prevenire al massimo per evitare che la situazione possa diventare più grave. Da noi si potrebbe fare ancora più fatica perché il Brasile è più grande. Il Governo e le autorità stanno, secondo me, lavorando bene e troveranno la miglior soluzione per sconfiggere il Coronavirus in Brasile".

Parlando un po’ di campo, tu contro la SPAL eri infortunato e quindi non hai vissuto in prima persona tutto ciò che è accaduto prima della gara e durante. Anche solo da spettatore cos’hai provato nel vedere tutto ciò che stava succedendo?
"La partita con la SPAL è stata difficile. Prima si giocava, dopo no, poi di nuovo sì. Trovare la concentrazione non è stato facile, non c’erano neanche i tifosi. Per noi è stato difficile così. Chi ha giocato credo comunque abbia fatto bene, potevamo fare gol in 3-4 occasioni non concretizzate e purtroppo abbiamo perso su calcio di rigore. Ma è stata una gara difficile, senza tifosi. Chi ha giocato ha dato tutto. Quando torneremo a giocare faremo di tutto per raggiungere il nostro obiettivo".

Quanto è stato difficile adattarsi al campionato italiano? All’inizio sembravi in difficoltà, poi sei diventato un insostituibile.
"Adattarmi al campionato è stato difficile. In Italia tutti giocano bene, tutte le squadre sono compatte e organizzate tatticamente. Io ho giocato in Brasile, in Russia, in campionati dove c’è più spazio e più campo per fare la giocata. Quando sono arrivato qui ho visto maggiore tattica, squadre più chiuse e ho fatto un po’ di fatica. Poi però, allenamento dopo allenamento, con l’aiuto del mister e di tutto il suo staff ho capito meglio come poter migliorare. Spiegano molto bene cosa devo fare in campo e questo mi ha aiutato tanto, spiegando bene è più facile per noi. Si lavora bene in questo sistema tattico e tutti sanno spiegare cosa vogliono. Adesso mi trovo bene, so cosa devo fare e so farmi trovare pronto. Voglio continuare così per aiutare la mia squadra e i miei compagni".

Cosa ti chiede in particolare mister D’Aversa? Qualche settimana fa ti paragonò persino a Veron.
"Con il mister parliamo spesso, mi dà una grossa mano e mi spiega quello che devo fare. Non era semplice per me, specialmente quando sono arrivato qui in Italia. Ma non solo lui, tutto il suo staff. Sono contento anche per il paragone con Veron ma devo fare ancora tantissimo per essere a quei livelli lì, perché Veron ha fatto tantissimo per il Parma e per il calcio italiano, per la storia sua. Adesso sto bene, ho trovato la miglior forma e spero di continuare la mia crescita. Ringrazio il mister, il suo staff, tutti i miei compagni, perché sono stato accolto al meglio e questo ha facilitato il mio adattamento. L’unico obiettivo che ho è quello di aiutare il Parma. E speriamo di tornare presto per continuare a fare quello che facciamo noi: giocare a calcio".

L’Italia è un paese che ha portato fortuna a molti brasiliani, c’è qualche giocatore brasiliano che ha giocato nel nostro paese a cui ti ispiri?
"Ringrazio molto Dio che mi ha portato in una città bella e in una squadra bellissima, ho tanta fiducia di giocare a calcio, posso e devo fare di più per migliorare ancora. La cosa più bella è che tutti mi hanno accolto bene qui a Parma e ringrazio Dio e tutti le persone del club, oltre ai miei compagni chiaramente. Giocatore brasiliano a cui guardo? Kakà, quello che ha giocato al Milan. Non facciamo lo stesso ruolo ma mi appassionava vederlo palla al piede e fare gol. Per me è il calciatore più importante di tutti".

Sezione: Parma / Data: Mar 24 Marzo 2020 alle 13:05
Autore: Luca Chiarini
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