Riccardo Gagliolo, difensore del Parma, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Sportweek, inserto della Gazzetta dello Sport. Qui si è raccontato, parlando anche dei momenti più bui della sua carriera: "A 22 anni stavo in D all'Imperia, avevo perso ogni speranza di farcela. Prima, tra una partita e l'altra, mi arrangiavo lavorando nel bar di uno stabilimento balneare di un amico e organizzando serate in discoteca. L'esordio in Nazionale è stata un'emozione fortissima, paragonabile solo a quella dell'esordio in Serie A. Il sogno di mio nonno era vedermi vestire la maglia del suo Paese. Quando ho esordito c'era anche lui: da Sundsvall a Stoccolma sono quasi tre ore di treno. Era quasi più agitato di me. Mi sono tatuato la gara della finale playoff col Lecce: 16 giugno 2013. Da quel giorno mi sono sentito un calciatore". E a Parma ha trovato Kulusevski: "Non l'ho preso in giro per la Juventus, meritava questa occasione. Dal primo giorno ho capito che era uno fuori dal comune: nonostante i suoi 19 anni è un giocatore maturo, ha forza fisica invidiabile e grande intelligenza. E' un ragazzo d'oro e non si è montato la testa. Ibra? Ho puntato alla Nazionale anche per giocare con lui, ma nel frattempo l'ha lasciata. Vorrà dire che lo incontrerò in Milan-Parma, gli chiederò la maglia a fine partita. Con il Parma stiamo facendo meglio dell'anno scorso, soprattutto sotto il profilo del gioco. Sfruttiamo la velocità degli attaccanti, ma non siamo solo contropiede".

Sezione: Parma / Data: Dom 19 Gennaio 2020 alle 12:10
Autore: Giuseppe Emanuele Frisone
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