Roberto Cevoli, il primo tecnico ad aggregare Stefano Turati in una formazione professionistica, ha parlato a Tuttomercatoweb dopo la grande prova del portiere classe 2001. Era il Renate 2017/2018 e del portiere oggi al Sassuolo l'allenatore racconta le sue impressioni. "Ricordo che la cosa che mi colpì subito di lui era il non aver minimamente patito il passaggio dal settore giovanile alla prima squadra. Aveva 16 anni e non si videro contraccolpi nel confrontarsi con un calcio molto diverso da quello dei ragazzi. Non ha mai mostrato paura. Fece vedere subito cose importanti e così decidemmo di portarlo con noi in prima squadra assieme a Di Gregorio e Cincilla".

Che tipo di calciatore è Turati?
"Prima di tutto è un ragazzo serio che ha sempre lavorato tanto e la sua crescita è stata costante. Di questo, per come la vedo io, deve molto al preparatore dei portieri del Renate Maurizio Monguzzi che lo ha accompagnato nel suo percorso".

Adesso per il portiere del Sassuolo si pone davanti il primo importante bivio della carriera: tornare in Primavera e continuare lì il suo percorso in attesa di una nuova occasione oppure tentare, grazie al prossimo mercato di gennaio, un'avventura di maggior rilievo in una piazza che gli permetta di giocare con continuità?
"Non so dire quale possa essere per lui la scelta giusta, ma so per certo che allenandosi con costanza in questi anni i traguardi importanti che ha raggiunto sono arrivati da soli. A mio avviso deve continuare a fare ciò che ha sempre fatto, ovvero lavorare con impegno e serietà. Il resto arriverà naturalmente".

Sezione: Sassuolo / Data: Lun 2 Dicembre 2019 alle 18:48
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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