Ai microfoni di tuttoc.com, è intervenuto il mediano della Reggiana Ivan Varone, che per prima cosa ha analizzato il momento attuale: "Si cerca di essere positivi ma è veramente dura. Siamo in casa da 25 giorni perché abbiamo avuto un caso che ci ha toccato direttamente. La cosa che mi dispiace di più è non poter portare mia figlia a giocare, dà fastidio uscire per andare a fare la spesa e vedere gente che cammina tranquillamente per le strade della città, come se nulla fosse. Stare a casa è l’unica che possiamo fare, spero che tutti capiscano che questo non è uno scherzo. Se tutti rispettiamo le disposizioni possiamo venirne fuori, altrimenti la vedo veramente dura. Secondo me si dovrebbe chiudere tutto per uscire da questa situazione. Vorrei fare qualcosa in più ma oltre che a stare in casa e a donare per aiutare gli ospedali non so cosa possiamo fare. C’è un senso generale di impotenza. Tutti dobbiamo ragionare da popolo unito, se ognuno pensa ai fatti suoi non ne usciremo”.

Si passa poi al tema caldo del momento, il taglio agli stipendi: “In Serie C, tolta qualche squadra, gli stipendi dei giocatori non sono come quelli di A e B, è un calcio più povero e c’è più bisogno di giocare. Anche in B sono più alti ma solo per alcune squadre e non ai livelli della massima serie, rispetto alla quale c’è un abisso. Non credo a una soluzione di questo tipo, poi se ci fosse bisogno faremo tutti la nostra parte”.

Andando invece al campionati: "Quest’anno si è formato un gruppo incredibile, stavamo facendo un campionato fantastico e non vediamo l’ora. Stava andando tutto alla grande, più per le prestazioni della squadra che per i gol che pure sono tanti visto che sto giocando come mediano. Adesso però siamo tutti in attesa di belle notizie. Non si sa se e come riprenderemo e se si riprenderà le ultime 10/11 partite sarà un altro mini campionato. Sarà come ripartire da zero”.

Sezione: Serie C / Data: Mar 24 Marzo 2020 alle 10:10
Autore: Alessandro Tedeschi
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