Ospite della trasmissione "Stadio Aperto", in onda su TMW Radio, il noto giornalista Mario Sconcerti si è espresso in questo modo sull'accostamento tra allenamenti e apertura delle fabbriche formulato da Claudio Lotito: "Il paragone ci sta, ma a me personalmente, perché qui non ci sono verità assolute, non piace dove Lotito vuole andare a parare. Se mi vuole dire che da fine aprile possiamo giocare a pallone, a me non piace: il calcio va giocato con allegria e umanità, altrimenti mi viene offerto un calcio contraffatto, chiuso, con remore. Addirittura si parla di far giocare tutte le partite a Roma, ma io di un campionato così non so che farmene. Non ho modo di ricominciare così, si riparte quando cambia tutto. Con squadre ed entusiasmi nuovi... Se devo fare tutto ciò per difendere il vecchio, un campionato strausato che ha senso per Lazio e Juve e basta, francamente, ne faccio volentieri a meno. Senza contare che bisognerà chiederlo ai giocatori: è contraddittorio chieder loro tagli di stipendi e poi tenerli un mese o due reclusi negli alberghi, senza uscire e vedere nessuno per giocare ogni tre giorni. Mi sembra una situazione fantascientifica, sproporzionata. Anche quando dico che si rischiano 500 milioni di debiti dico benissimo, sono 500 milioni diviso 20. Se il futuro dipende da 25 milioni, in un mondo dove il fatturato supera i 2 miliardi, significa che la società è gestita male. E infatti sono piene di debiti, e non c'entra il virus".

Sezione: Altre notizie / Data: Mer 08 aprile 2020 alle 10:20
Autore: Luca Chiarini
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