Il portiere del Sassuolo Andrea Consigli, rispondendo alle domande dei tifosi neroverdi tramite l'account Instagram ufficiale del club, ha toccato diversi temi. Queste le sue parole, raccolte da SassuoloNews.net: "Migliori rigori parati? Ricordo quello contro Ronaldinho a Milano. San Siro era lo stadio dove avevo sempre sognato di giocare perché da piccolo andavo a vedere le partite proprio lì, è stato bellissimo. L'altro che ricordo con maggiore piacere, per il momento storico e per il momento della partita, è stato quello a Lucerna nei preliminari di Europa League sull'1-1: fu la prima storica qualificazione in Europa League del Sassuolo".

Come mai quando para un rigore esulta alla McGregor?
"Dopo il calcio, gli sport da combattimento sono i miei preferiti. La prima volta che ho visto la UFC, ho apprezzato McGregor che non era ancora la star di adesso. Lui fa questo tipo di camminata e mi piace esultare così dopo aver parato un rigore, dato che non posso esultare dopo un gol fatto".

Cosa apprezza di più dei tifosi del Sassuolo?
"Non ci sono i numeri delle altre piazze, ma da quando sono arrivato non siamo mai rimasti soli. I tifosi ci sono sempre stati, anche in Belgio, a Udine e Crotone, le trasferte scomode... Tutti tengono alla squadra e spero che nei prossimi anni anche le nuove generazioni si avvicinino a tifare Sassuolo. Non avremo ancora un gruppo numeroso, una tifoseria come quella delle grandi squadre, ma l'affetto lo percepiamo sempre".

Ci racconta il suo esordio in Serie A?
"È stato pochi giorni dopo il mio 22° compleanno. Era Atalanta-Catania, sotto la neve, a fine gennaio. Il campo era bianco e non lo scorderò mai. In più l'allenatore avversario era Walter Zenga, uno dei miei idoli sin da piccolo e abbiamo vinto. Esordio con vittoria, davanti al mio pubblico e davanti a un idolo: è stato bellissimo".

Qual è la partita che non scorderà mai?
"Cagliari-Atalanta perché ho parato due rigori nella stessa gara, entrambi nel primo tempo, e nel secondo ho preso una ginocchiata in testa da un mio compagno e sono finito all'ospedale. Sono passato dalle stelle per aver parato due rigori all'ospedale a Cagliari, quindi partita indimenticabile".

L'emozione più grande con il Sassuolo?
"Tutta la cavalcata che ci ha portato ai preliminari di Europa League è stata indimenticabile, mi ricordo la vittoria a Frosinone che ci stava garantendo il settimo posto. La partita a Belgrado contro la Stella Rossa, l'1-1 che ci ha permesso di entrare di diritto ai gironi di Europa League e la vittoria all'esordio con l'Athletic Club. Il rimpianto è quello di non aver superato il turno, anche per via di tanti infortuni, ma è stata una gioia indescrivibile".

Cosa ha pensato quando ha esordito il giovanissimo Turati?
"È stato bellissimo e inaspettato, perché tre-quattro giorni prima nessuno lo avrebbe mai detto, neanche lui penso. È l'esordio che qualunque persona augurerebbe a un ragazzo: giocare nello stadio della Juve, contro la squadra forte, contro campioni come Cristiano Ronaldo... Non era facile ma lui ha lavorato duramente. Spero che questo esordio e la partita con il Cagliari possano servirgli per capire quanto è bello quello che ha toccato e lavorare ancora duramente per far sì che quella diventi la sua quotidianità".

Chi è il malato di Fantacalcio nello spogliatoio?
"Io non ho mai fatto un Fantacalcio in vita mia e non mi interesso nemmeno. Ogni tanto sento due o tre che ne parlano, ad esempio Caputo e Peluso, non con malattia però. La malattia vera nel nostro spogliatoio è FIFA, che prende i giovani fino a un insospettabile di quasi 40 anni. Quindi più che il Fantacalcio, togliete FIFA dalla casa dei giocatori del Sassuolo (ride, ndr)".

Qual è il miglior portiere del passato, del presente e del futuro?
"Del passato dico Buffon perché siamo cresciuti con il suo esempio, un ragazzo di 17 anni che è diventato un fenomeno. Nel presente dico Alisson perché copre gli spazi, gioca con i piedi ed è fortissimo tra i pali".

Sente ancora qualcuno a Bergamo? Cosa dicono della situazione Coronavirus?
"Sento ancora degli amici, la situazione è molto delicata, è molto difficile perché quasi ogni famiglia ha avuto a che fare con il virus, tra parenti e amici. Gli ospedali sono in difficoltà. Questo è un momento triste per tutti noi. Ci potrebbe insegnare che a volte diamo spazio a cose superflue, pensiamo ai soldi, al benessere, a tante cose... Questo momento però può essere una fortuna per stare in famiglia. Bisogna ringraziare i veri eroi, chi si allontana dalla propria famiglia, ovvero i medici, i farmacisti, chi lavora nei supermercati: stanno tenendo in piedi un Paese e li ringrazio col profondo del mio cuore, mi fanno sentire orgoglioso di essere italiano. Non vedo l'ora che tutto questo finisca per poterci riabbracciare di nuovo e per stare con le persone a cui vogliamo bene. Un grande in bocca al lupo a Bergamo, a Brescia e a tutte le persone colpite da questo dramma, sono sicuro che ci rialzeremo!".

Sezione: Sassuolo / Data: Mer 25 marzo 2020 alle 09:45
Autore: Luca Chiarini
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