Oggi in edicola l'intervista della Gazzetta dello Sport ad Andrea Petagna. L'attaccante della SPAL ha inevitabilmente fatto riferimento all'emergenza sanitaria che sta vivendo il Paese, a partire dalla surreale partita contro il Parma, disputata a porte chiuse prima dell'interruzione del campionato: "Ricordo ancora quell’ultima gara prima dello stop, Parma-SPAL: si gioca, non si gioca, sì, no. Eravamo tutti un po’ spaventati: fu una gara che sembrò un allenamento fatto male. Ripeto: non mi piacciono le porte chiuse, il calcio ha bisogno della gente. Meglio ricominciare con tutti e quando saremo al sicuro".

Nonostante le difficoltà della squadra, l'ex Atalanta è riuscito a garantire un ottimo rendimento in termini numerici: "Sono numeri che fanno felice, me e la squadra. L’anno scorso sono stato l’Under 25 che ha segnato di più in A, quest’anno sono a 11 e vorrei, se tutto ricomincia, toccare o superare quota-16 dell’ultimo campionato".

Il futuro, per lui, è già scritto: "Non vedo l’ora di andare a Napoli. Piazza fantastica, tifo straordinario, un top club. Arriverò per restare. Mi ricordo quando il mio manager Giuseppe Riso mi ha chiamato, mancava poco all’allenamento: ho ancora lo screenshot di lui mentre mi dà la notizia".

Sezione: SPAL / Data: Mer 08 aprile 2020 alle 11:35
Autore: Luca Chiarini
Vedi letture
Print