Davide Vagnati, direttore sportivo della SPAL, ha parlato in conferenza a margine delle conferenze stampa di presentazione dei nuovi arrivati Castro, Cerri, Zukanovic e Bonifazi. Ecco le sue parole.

Capitolo attaccante: ci spiegate come si è sviluppata la vicenda Iago Falque e cosa non ha funzionato con gli altri obiettivi?
“In primis, Semplici voleva assolutamente un giocatore italiano. Quindi, dal punto di vista del mercato, si era limitati a quello che era il mercato italiano o a quello estero, con giocatori che però sapessero già la nostra lingua. La nostra società ci mette sempre nelle condizioni di fare al meglio il nostro lavoro, ma non c’era la possibilità di investire altri soldi, almeno che non ci fosse una cessione di certo livello. Abbiamo venduto Petagna al Napoli, rifiutando anche tanti soldi per un trasferimento immediato. Dopo l’Atalanta, siamo riusciti ad ottenere il secondo incasso per quanto riguarda il mercato di gennaio. Per una società come la nostra è qualcosa di singolare. Abbiamo provato a prendere in prestito sia Iago Falque che Caprari poi, per un motivo o per l’altro, nonostante avessimo osato fin troppo per le nostre possibilità economiche, non siamo riusciti a fare quello che volevamo fare. Abbiamo provato a prendere Livaja, ma purtroppo l’Aek Atene non si è comportata in maniera professionale, nonostante avessimo avuto già un accordo sia con loro che con il giocatore. Detto questo, credo che lo scambio Cerri-Paloschi ci possa portare un qualcosa di più di quello che avevamo. Ritengo che la squadra sia migliorata, dopo le cessioni di Kurtic e gli arrivi di Castro e Dabo. Dietro abbiamo fatto un grande investimento con Bonifazi, che ci potrà dare una mano per il futuro, a cui abbiamo aggiunto anche Zukanovic, che ci porterà personalità ed esperienza. Noi siamo convinti fermamente che la SPAL non dovrebbe avere questa classifica, ma si potrebbe sicuramente avere qualcosa di più”.

Non essere riusciti a prendere un attaccante però rischia di aver minato la bonta del vostro mercato. O no?
“Noi sapevamo chi dovevamo prendere, ma il problema è stato come poterlo fare. Abbiamo provato a prendere un attaccante, ma per vari motivi non ci siamo riusciti. A maggior ragione se ci si riduce all’ultimo giorno. Ma questo non giustifica la brutta prestazione con la Lazio, non deve essere un alibi. Forse si può obiettare che ora con Di Biagio sarebbe potuto servire un attaccante esterno, visto che Petagna, Floccari e Cerri sono centrali. In questo momento, quel ruolo lo possono ricoprire Di Francesco, Strefezza, Valoti o D’Alessandro, che penso rientrerà al più presto possibile, visto che si sta allenando bene. Avevamo l’opportunità di prendere qualche giocatore all’estero, ma non l’abbiamo fatto per una serie di motivazioni, ma la forza di poterlo fare lo avevamo solo all’ultimo giorno. Avevamo avuto anche la possibilità di prendere Matri e Adebayor, ma abbiamo preferito non farlo perché prendere giocatori così per fare non ci piace”.

Iago Falque, Cerri, Adebayor, Matri e Livaja sono tutti attaccanti diversi tra loro. Volevate prendere una punta o c’era un profilo preciso da individuare?
“Cerri è stato uno scambio con Paloschi, due prime punte. Adebayor e Matri non li abbiamo presi in esame. Caprari e Iago Falque sono due giocatori diversi, ma di qualità. Noi volevamo prendere un giocatore che ci potesse permettere di fare il salto e lo volevamo fare per Semplici. Tutti eravamo d’accordo”.

Credi sia una possibilità andare sul mercato degli svincolati per cercare un attaccante?
“Non bisogna creare delle false possibilità sugli svincolati. Se uno è svincolato non è che arriva e subito risolve le situazioni, ma ha bisogno di adattamento. Noi dobbiamo fare punti subito. Andare a prendere un giocatore forte e adatto al modulo, quindi, non ci darebbe le stesse garanzie che ci possono dare Strefezza, Di Francesco, Valoti o D’Alessandro. Noi abbiamo bisogno di fare risultato già da sabato. Abbiamo massima fiducia nella voglia, nella personalità e nelle qualità di Di Biagio. Parlando con qualche giocatore, mi è stato detto che hanno avuto subito ottime sensazioni. Si sono messi tutti a disposizione e ho visto facce diverse. Credo sia normale, specialmente se ci si confronta con curiosità a una novità dopo anni. Dobbiamo salvarci con quelli che abbiamo”.

La cessione di Igor è stata la classica opportunità o non vi ha dato quello che vi aspettavate?
“A mio avviso, ha fatto anche di più di quello che ci aspettavamo, dato che si tratta di un ragazzo classe 1998, che arrivava da un campionato minore come quello austriaco e che immediatamente ha avuto tre richieste da realtà come Fiorentina, Atalanta e Napoli. Penso sia stata un’operazione che la SPAL si dovrà abituare a fare nel corso dei prossimi anni. Aver preso un giocatore a poco e averlo rivenduto dopo pochi mesi a molto di più, è qualcosa di importante. Noi a Ferrara non guardiamo solo al campo, ma cerchiamo di migliorarci sotto tutti gli aspetti. Per fare questo però servono le risorse. Non abbiamo un magnate che ogni hanno ci mette a nostra disposizione il suo capitale, ma ci dobbiamo costruire il nostro tesoretto. La SPAL deve fare questo: comprare e vendere, cercando di mantenere la categoria con ogni arma possibile. A costo di non dormire la notte e starci male. Dobbiamo pensare che abbiamo una società serie e importante, di Ferrara. Un tesoro che ci dobbiamo tenere stretto, indipendentemente dalla categoria. Il futuro biancazzurro avrà la strada illuminata e non è una cosa scontata. Io sono positivo e già da sabato faremo una grande partita. Noi ci siamo e sappiamo cosa fare. Abbiamo fatto cose difficili e continueremo a farle con il cuore. Siamo vigili su tutto”.

Sezione: SPAL / Data: Gio 13 febbraio 2020 alle 16:35
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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